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FUNNY GAMES (1997) di Michael Haneke – Capitolo 6

Il gioco comincia con una scommessa: le vittime designate non rimarranno in vita più di dodici ore.

Funny Games si alimenta dell’indeterminatezza e dell’imprevedibilità del gioco. Quando si inizia a giocare non si sa né quali saranno gli sviluppi futuri né quando il gioco terminerà. Ci sono delle regole, si seguono quelle e si vede che cosa succede. Funny Games costruisce delle sue regole personali che – per quanto assurde possano sembrare – sono in realtà molto tangibili e concrete. La tensione e la crudeltà presenti nel film sono talmente particolari che non svelano mai il carattere teorico e di rappresentazione di ciò che è mostrato.

LA BÊTE (LA BESTIA, 1975) di WALERIAN BOROWCZYK

La Bestia… ovvero, quando la perversione si fa arte e politica

La Bestia Feroce di cui si parla da qualche tempo è attualmente nei dintorni. Ha divorato ieri una fanciulla che sorvegliava il bestiame qui vicino. La provincia propone una ricompensa di 3000 monete per chiunque ucciderà questo animale, ma nessuno ha ancora trovato il momento per attaccarlo. (La Bête de Gévaudan, “Gazzette de France” 14 Gennaio 1765).

La bestialità e la zoofilia sono al centro dell’opera surrealista La Bête (la Bestia) di Walerian Borowczyk, che grazie alla Ripley’s Home Video è ora possibile apprezzare nella sua integralità e nel suo montaggio originale.

Le perversioni sono lo strumento che Borowczyk utilizza per concretizzare il desiderio e il piacere femminile: si va dal feticismo di Goto, l’Isola dell’Amore e de Il margine, al lesbismo e all’incesto presenti ne I Racconti immorali e in Interno di un convento, fino alla zoofilia de La Bestia e di Tre donne immorali?. L’orgasmo femminile è ciò che il regista polacco ha sempre cercato di rappresentare e lo ha fatto materializzando il desiderio, non importa se tenero o mostruoso, quello che conta è che la perversione nel cinema di Borowczyk non è mai tale, ma è l’unico strumento “puro” per evadere dalle costrizioni attraverso la fantasia.