In “Italia: Ultimo Atto. L’altro cinema italiano – Vol. 1 – Da Alessandro Blasetti a Massimo Pirri” di Fabrizio Fogliato

[…] Contrassegnato da una serie di vignette che dividono in capitoli e sottocapitoli lo svolgimento (per altro sgangherato e privo di continuità narrativa), insertato con una serie di animazioni esplicative che spesso sfociano nel cattivo gusto (come nel caso di quella “splatter” che mostra la gravidanza extra-uterina), alterna momenti seri e scientifici – con tanto di interviste ad esperti e docenti universitari e blandi tentativi di denuncia con la vicenda del Talidomide – ad altri francamente deprecabili (la definizione della donna come macchina da riproduzione equiparata al distributore automatico del caffè), per sfociare nella crudeltà, gratuita e ingiustificata, delle riprese di aborti e di feti morti.