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PAOLO CAVARA. GLI OCCHI CHE RACCONTANO IL MONDO a Cinemarcord

Sabato 24 Gennaio 2015 – Milano – ore 18

Presentazione del libro Paolo Cavara. Gli occhi che raccontano il mondo a Cinemarcord

Da questo assunto nasce l’idea di organizzare “CINEMARCORD”, LA PRIMA MOSTRA-MERCATO del COLLEZIONISMO e DELL’EDITORIA CINEMATOGRAFICA.

Grazie alla sinergia tra due solide realtà milanesi dedicate alla valorizzazione e alla riscoperta del cinema e dei suoi feticci (FERMOIMMAGINE, MUSEO DEL MANIFESTO CINEMATOGRAFICO e BLOODBUSTER, negozio e casa editrice specializzata in cinema di genere) collezionisti e appassionati del grande schermo avranno la possibilità di incontrarsi in una convention dove saranno presenti importanti operatori del settore.

Nella vasta sala espositiva del FERMOIMMAGINE troverano ospitalità numerosi stand con libri, colonne sonore, manifesti, action figure e memorabilia di ogni tipo; mentre nella sala incontri, nella stessa sede, si svolgeranno una serie di eventi con editori specializzati, critici cinematografici, attori e registi, associazioni e scuole di cinema, ecc. CINEMARCORD, infatti, vuole dare spazio anche a quei piccoli editori specializzati in cinema o che hanno un nutrito catalogo di opere dedicate alla Settima Arte

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PAOLO CAVARA.GLI OCCHI CHE RACCONTANO IL MONDO su CLOSE-UP.IT

Recensione a cura di Filippo Baracchi – 3 Gennaio 2015

Paolo Cavara, un autore nascosto. Bolognese, ecologista, antropologo, sempre alla ricerca di personaggi non convenzionali, particolarmente attento verso i perdenti, i sentimenti, i rapporti umani. I suoi occhi, abituati ad avventurarsi ed esplorare posti lontani, fin dai primi lavori, hanno raccontato il mondo attraverso quel genere nato negli anni Sessanta, il mondo movie(Mondo Cane, La donna nel mondo, Mondo Cane 2). Capace di sintetizzare finzione e documentario, bellezza e grandiosità della Natura, è stato sempre attento alle differenze e al dettaglio, che nelle sue opere ha elevato a simbolo, espressione peculiare della sua creazione artistica. Profondo conoscitore della modernità, e profondamente critico verso questa, ha intuito per primo la degenerazione socio-culturale italiana traducendola in immagini dal forte impatto visivo (il vecchio editore Rizzoli “si commosse” alla visione di un suo corto girato alla Rinascente di Roma).

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PAOLO CAVARA – RICORDO DI UN PADRE

A cura di Rita Cavallari – 24 Novembre 2014

 

Il 20 novembre alla biblioteca Villa Leopardi è stato presentato il libro di Pietro Cavara “Ricordo di un padre. Paolo Cavara, regista gentiluomo”. A seguire è stato proiettato il film I malamondo di cui Paolo Cavara ha effettuato la regia.
Doppia presentazione dunque. Da una parte il libro scritto dal figlio del regista che rievoca la figura di Paolo Cavara sotto il duplice aspetto di uomo di cinema e di padre. Dall’altra la materia viva del film, che oggi parla direttamente allo spettatore consegnandogli le immagini che il regista ha girato cinquanta anni fa. Perchè I malamondo è uscito sugli schermi nel 1964, esattamente mezzo secolo fa e ha un tema di scottante attualità: la crisi dei giovani.
Il regista Cavara conosce in questo momento una nuova attenzione. Oltre al libro di Pietro sono da poco usciti altri due libri su di lui: il saggio di Fabrizio Fogliato intitolato Paolo Cavara. Gli occhi che raccontano il mondo e un volume di Bompiani intitolato L’occhio selvaggio. E’ stato poi restaurato il film L’occhio selvaggio, uno dei più importanti di questo regista, ed è stato presentato, in questa nuova veste restaurata, al festival di Roma.

PAOLO CAVARA. GLI OCCHI CHE RACCONTANO IL MONDO su ALIAS

Articolo a cura di Fabio Francione – 15 Novembre 2014

 

For­tu­nate coin­ci­denze o tempi ormai maturi? Forse tutte e due le cose, hanno fatto sì che, nel giro di pochi mesi uscis­sero due libri su Gual­tiero Jaco­petti e Paolo Cavara, rispet­ti­va­mente di Ste­fano Loparco e di Fabri­zio Fogliato, dedi­cati a  due dei tre regi­sti dello scan­da­loso “Mondo Cane”, uscito all’inizio degli anni ’60 e che testi­mo­niano — da posi­zioni che offrono spunti, anche, di accesa discus­sione — il tratto comune per­corso con l’ideazione e la rea­liz­za­zione di quel leg­gen­da­rio film che generò tutta una ridda di ipo­tesi fino alla loro con­tro­versa sepa­ra­zione arti­stica.

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PAOLO CAVARA, REGISTA GENTILUOMO

Roma, Venerdì  7 Novembre 2014 – Sala Trevi

 

Nel 2014 la Cineteca Nazionale ha restaurato uno dei capolavori di Paolo Cavara, “L’occhio selvaggio” (1967), presentato nella recente edizione del Festival di Roma.

Il 2014 è stato anche l’anno di Paolo Cavara, regista rimosso per troppo tempo nei volumi di storia del cinema. A rendergli giustizia il restauro da parte della Cineteca Nazionale di uno dei capolavori del cineasta, L’occhio selvaggio (1967), presentato all’ultima edizione del Festival di Roma, e la pubblicazione della sceneggiatura del film, edita da Bompiani e curata da Alberto Pezzotta. Non solo, sempre quest’anno sono apparse miracolosamente altre due pubblicazioni: Paolo Cavara. Gli occhi che raccontano il mondo di Fabrizio Fogliato e la riedizione ampliata, riveduta e corretta di un memoir del figlio del regista, Pietro, dal titolo Ricordo di un padre. Paolo Cavara, regista gentiluomo.

Come scrive Fogliato: «Lontano da qualunque forma di intellettualismo Paolo Cavara ha anticipato di decenni temi e dibattiti attuali persino oggi, come quello dell’ecologia e del culto delle apparenze. Ha sempre affrontato gli argomenti più urgenti e scottanti, senza mai alzare la voce, senza mai gridare lo scandalo ma, al contempo, sempre con una fermezza e un rigore che non possono non essergli riconosciuti».

a seguire il programma della giornata

La versione restaurata de “L’OCCHIO SELVAGGIO” di Paolo Cavara – Festival del Cinema di Roma 2014

Foto sopra: (2 ° L) Pietro Cavara e (R) Philippe Leroy frequentano la incontrerà il pubblico Q & A durante il 9 ° Festival di Roma il 24 ottobre 2014 a Roma, Italia.
( 24 Ott 2014- Fonte: Ernesto Ruscio / Getty Images Europe)
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A cura di Pietro Cavara

Nonostante il silenzio di gran parte della stampa e della televisione sul Festival di Roma e sulle sue programmazioni, ieri, 24 ottobre alle ore 20, c’era un numeroso pubblico ad assistere nella Sala Gianni Borgna, alla proiezione del restaurato “Occhio selvaggio” di Paolo Cavara. Mi sono trovato sul palco assieme a Philippe Leroy, Lars Bloch, il responsabile Emiliano Morreale e il moderatore Domenico Monetti.

Ciascuno ha parlato del film o, nel caso degli attori, ha raccontato con passione aneddoti e particolari di vita vissuti con Paolo.

PAOLO CAVARA. GLI OCCHI CHE RACCONTANO IL MONDO su FILMDOC.IT

Recensione a cura di Renato Venturelli – Ottobre 2014

 

La sua opera spazia dal documentario al thriller, dalle commedie con Turi Ferro alla biografia di un frate d’inizio ’900: con titoli come “Mondo cane” e “La tarantola dal ventre nero”, “Il lumacone” e “Atsalut pader”…  Paolo Cavara è uno di quei registi che si definiscono eclettici, ma solo perché nella loro carriera si sono dovuti confrontare con le infinite complicazioni dei meccanismi produttivi, alternando magari progetti personali a lavori di matrice più semplicemente professionale.

Un volume di oltre trecento pagine arriva adesso a ripercorrere dall’interno il tragitto di questo autore emiliano, cercando di seguire il filo rosso della sua poetica attraverso un’attività multiforme, interrotta da una morte prematura all’inizio degli anni ’80. S’intitola “Paolo Cavara – Gli occhi che raccontano il mondo” (Il Foglio ed, 2014) ed è scritto da Fabrizio Fogliato con la disponibilità e collaborazione del figlio del regista, Pietro, che ha permesso di accedere a documenti inediti e ha personalmente scritto anche una lunga prefazione.

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