I LIBRI DI INLAND #6
Con la rabbia agli occhi. Itinerari psicologici nel cinema criminale italiano
di Fabrizio Fogliato con prefazione di Romolo Guerrieri
Bietti Edizioni, 2022

Per la prima volta l’analisi esegetica del trattamento di CARLO EMILIO GADDA

Non vi sono indicazioni precise sulla data di scrittura di Il palazzo degli ori, il trattamento cinematografico che Carlo Emilio Gadda costruisce attorno a Quer pasticciaccio brutto de via Merulana. Certo è che nelle 30 scene di cui è costituito, l’ingegnere milanese si adatta a uno stile ben più corrivo del romanzo eponimo.

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Il trattamento si allinea al genere poliziesco pur mantenendo una forte riconoscibilità stilistica gaddiana, sia sul piano di alcune suggestioni che nell’indagine psicologica sui personaggi. L’opera sembra diretta a un pubblico il più ampio possibile; l’intreccio si dipana linearmente fino a una piena leggibilità degli eventi: l’individuazione dei colpevoli, il chiarimento dei crimini, lo svelamento delle dinamiche che soggiacciono agli stessi. Gadda si preoccupa di essere comprensibile, vuole rendere trasparente ogni minimo passaggio narrativo; utilizza le analessi per chiarire, al (potenziale) spettatore, cause ed effetti dell’agire di ogni personaggio. Non c’è alcuna intenzione di «rimettere in ordine il mondo», solo l’elementare, coerente volontà di raccontare una storia con un certo significato.

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La carente competenza tecnica la si rileva dall’utilizzo ripetitivo dei flashback, da ridondanti quanto inutili spiegazioni degli eventi, dalla mancanza di ellissi, dalle approssimative indicazioni alla “regia”, da un pedante ricorso all’iterazione dei “lampi” e dall’indicazione di utilizzo improprio di alcuni movimenti di macchina. Limiti tecnici che non impediscono all’autore di concentrare maggiormente i suoi interessi sul versante psicologico dei criminali e delle motivazioni “di classe” del loro agire, nonché di offrire al commissario Francesco Ingravallo il compito deontologico di ricostruzione degli eventi in modo canonico, allineato al ruolo.

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Emergono l’attenzione di Gadda all’indagine psicologica, nonché la volontà di sperimentarsi in maniera eclettica su fronti diversi. Ne consegue come in Il palazzo degli ori confluiscano suggestioni e generi allineati al periodo in cui è stato scritto ma anche sfumature imprevedibili ed estemporanee. Il trattamento appare influenzato da echi neorealisti: la visione di parte nel descrivere il mondo dei sottoproletari, il repulsivo distacco nell’indagare il mondo borghese. L’ironia del romanzo lascia il posto alla “commedia all’italiana” con la sua risata a denti stretti tra sarcasmo e critica sociale.

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di Fabrizio Fogliato ©

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